Ricercatore (RTDA) — Dipartimento di Biologia Ambientale
Metodi di analisi chimica per lo studio dei beni culturali
Metto a punto metodi analitici per identificare i composti chimici presenti in opere d’arte, oggetti archeologici e ambienti museali. Il cuore del lavoro sono protocolli basati sulla spettroscopia — l’interazione tra luce e materia — che permettono di riconoscere pigmenti, coloranti e leganti, ma anche inquinanti, persino in bassissima concentrazione; il gruppo si occupa anche di cromatografia e di prodotti nanostrutturati per la conservazione.
Tra i casi studio più belli c’è il lavoro con l’Istituto Centrale per il Restauro sulle sezioni storiche della Deposizione di Raffaello, realizzate negli anni ’60: con tecniche nuove abbiamo chiarito la composizione, rimasta a lungo incerta, di pigmenti e lacche organiche, individuando un resinato di rame legato a un restauro antico e l’uso di lacche pigmento ricavate da insetti.
Grazie a una rete di collaborazioni tra i Dipartimenti di Biologia Ambientale, Scienze della Terra, Fisica e Chimica integriamo tecniche diverse — riflettanza UV-Vis, HPLC e spettrometria di massa, proteomica, Raman, FTIR, microscopia elettronica. Cerchiamo tesisti curiosi degli aspetti chimici della conservazione, versatili e capaci di trovare le connessioni tra i dati.



