Studente magistrale LM-11
Tesi magistrale sulla paleodieta attraverso gli isotopi stabili nei denti
Per la tesi ho ricostruito la paleodieta di un individuo adulto vissuto nell’età del Bronzo, proveniente dal sito archeologico di Coppa Nevigata, in Puglia. L’ho fatto misurando gli isotopi stabili di carbonio, azoto e zolfo in due suoi denti — un canino e un terzo molare — che insieme registrano cosa mangiava nei primi vent’anni di vita. Sapere se la sua dieta comprendeva pesce o animali di terra aiuta a capire come viveva un’intera comunità: se pescava, se allevava. Il lavoro è stato quasi tutto in laboratorio, a preparare i campioni.
Il metodo si chiama “dentina incrementale”: isolo chimicamente la dentina, lo strato interno del dente, sciogliendo lo smalto in acido; poi la taglio in sottili fette con un bisturi, la liquefaccio e, dopo un passaggio in freezer, la metto in un liofilizzatore che fa sublimare l’acqua. Quello che resta è il collagene, che invio al laboratorio dove la spettrometria di massa misura gli isotopi.
Non mi sarei mai aspettato di lavorare in archeologia e antropologia partendo da lezioni di chimica, né che questa potesse applicarsi a denti e ossa antichi. A chi vuole iscriversi dico che non è un corso di restauro: le lezioni sono soprattutto teoriche, più uno studio dei materiali culturali e delle tecniche diagnostiche. In cambio apre a tantissimi campi: musei, siti archeologici, analisi del DNA o degli isotopi, botanica, microrganismi.



